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SailGP torna a Ginevra, il team svizzero vola verso la gara di casa

Il 19 e 20 settembre gli F50 tornano sul Lago di Ginevra per il Rolex Switzerland Sail Grand Prix. Tredici team, catamarani capaci di superare i 100 km/h e un equipaggio svizzero che ritrova le acque sulle quali molti dei suoi atleti sono cresciuti. Con un obiettivo preciso: vincere davanti al pubblico di casa.

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Tornare dove tutto è iniziato

Prima di correre sui campi di regata di Bermuda, New York, Halifax, Portsmouth, Sassnitz o Valencia, molti degli atleti dell'Explora Journeys Swiss SailGP Team hanno imparato proprio qui a leggere il vento. Sébastien Schneiter è nato a Ginevra ed è cresciuto velisticamente alla Société Nautique de Genève. Maud Jayet viene da Losanna, Arnaud Psarofaghis e Bryan Mettraux hanno costruito sul Lago di Ginevra una parte importante della propria esperienza, mentre Arno de Planta e Nils Theuninck provengono da Pully.

È una particolarità che rende questa tappa diversa da tutte le altre. Per gran parte dell'equipaggio non si tratta semplicemente di rappresentare la Svizzera. Si tratta di farlo sulle acque che conoscono da quando erano ragazzi.  Ed è anche per questo che Schneiter non nasconde l'ambizione con cui la squadra arriva a Ginevra. Dopo i progressi degli ultimi mesi, il driver svizzero considera reale la possibilità di conquistare qui la prima vittoria del team in un Sail Grand Prix. 

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Un team che arriva a casa con una nuova fiducia

La stagione racconta chiaramente il cambiamento.

Il quinto posto delle Bermuda aveva dato il primo segnale. New York aveva mostrato un equipaggio disposto a rischiare di più. Halifax ha portato il primo podio stagionale, con il terzo posto nella prima finale a quattro barche della storia di SailGP. Portsmouth ha confermato il salto di qualità con una vittoria di prova e la seconda finale consecutiva.

Sassnitz e Valencia non hanno prodotto un nuovo podio, ma hanno aggiunto qualcosa di importante. In Germania il team è stato competitivo nel vento più forte della stagione. In Spagna ha chiuso a soli quattro punti dalla finale in condizioni leggerissime.

È proprio questo il dato forse più interessante entrando nella gara di casa. L'Explora Journeys Swiss SailGP Team non arriva a Ginevra aspettando che si presenti l'occasione giusta. Arriva sapendo di poter competere per crearla. 

Quando sul lago la vela diventa volo

Il richiamo di SailGP, però, va molto oltre la classifica.

Un F50 misura 15 metri e utilizza una grande ala rigida al posto della tradizionale randa. Sotto gli scafi, i foil generano portanza fino a sollevare progressivamente il catamarano fuori dall’acqua. A quel punto il contatto con la superficie diventa minimo e la barca vola.

Per comprendere quanto sia cambiata la scala delle prestazioni basta guardare ciò che è successo poche settimane fa a Sassnitz: 107,63 km/h, nuovo record assoluto raggiunto da DS Automobiles Team France. A queste velocità, però, non è soltanto la barca a dover essere progettata pensando all’aerodinamica. Anche il corpo degli atleti, completamente esposto al flusso dell’aria durante le manovre, diventa parte del sistema.

È proprio per rispondere alle esigenze del foiling ad altissima velocità che SLAM ha sviluppato il Foil Aeroset, il sistema tecnico composto da Foil Aero Top e Foil Aero Bib e indossato dall’Explora Journeys Swiss SailGP Team. Nato dal lavoro di ricerca condotto insieme ai campioni olimpici di Nacra 17 Ruggero Tita e Caterina Banti, è stato progettato per ridurre la resistenza aerodinamica, controllare le turbolenze attorno al corpo e mantenere il capo stabile anche quando viene investito continuamente da vento e acqua.

Il principio è lo stesso che guida la progettazione dell’F50: alle alte velocità anche i dettagli diventano importanti. La struttura microcanalizzata del tessuto, testata in galleria del vento, è studiata per gestire il flusso d’aria attorno al corpo, mentre la combinazione di materiali ad alto contenuto di elastomero garantisce una compressione controllata e mantiene una vestibilità aderente anche da bagnato. In questo modo si limita quell’effetto di flapping, il movimento del tessuto provocato dall’aria, che ad alte velocità genera ulteriore resistenza.

Aerodinamicità, però, non significa limitare il movimento. Su un F50 gli atleti devono attraversare rapidamente la barca, cambiare posizione e lavorare sotto carico in pochi secondi. Il Foil Aeroset è quindi costruito per seguire il corpo mantenendo libertà di movimento, stabilità e protezione. Il Bib integra inoltre rinforzi antiabrasione nelle aree maggiormente esposte al contatto con la coperta, mentre bande in silicone contribuiscono a mantenere Top e Bib nella posizione corretta durante l’azione.

È una conseguenza diretta dell’evoluzione della vela foil.

Quando si naviga oltre i 40 nodi, l’abbigliamento non deve più soltanto proteggere l’atleta: deve interagire con velocità, flussi d’aria e movimento.

A Ginevra quelle stesse macchine capaci di superare i 100 km/h correranno davanti alle tribune e al lungolago. Non serve essere esperti di vela per capire quello che sta succedendo. Due scafi sospesi sopra l’acqua, incroci ravvicinati, partenze decise in pochi secondi e tredici equipaggi che cercano contemporaneamente lo spazio migliore. È proprio la vicinanza al pubblico a cambiare l’esperienza.

SailGP non chiede allo spettatore di osservare una regata lontana all’orizzonte. Porta il volo, la tecnologia e la velocità davanti alla città.

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Il rumore arriva fino all'F50

E poi c'è un dettaglio che racconta forse meglio di qualsiasi numero cosa significhi correre in casa. Nel 2025 gli atleti svizzeri hanno scoperto che, anche dall'F50, tra vento, velocità e rumore delle manovre, riescono a sentire il pubblico sulla riva.

E riescono a sentire soprattutto i campanacci svizzeri.

Per questo il team ha rivolto ai tifosi una richiesta semplice per il weekend di Ginevra: portarli con sé e farsi sentire. Può sembrare un particolare, ma a bordo di una macchina che richiede concentrazione assoluta e decisioni prese in frazioni di secondo, percepire migliaia di persone che sostengono la squadra aggiunge qualcosa che nessun dato può misurare. 

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