Malika Bellomi: la vela come specchio

Conoscere se stessi in acqua

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Voci dal mare

Prosegue il nostro viaggio con Making Waves, il progetto che racconta le storie autentiche delle veliste che SLAM ha scelto di affiancare nel loro percorso sportivo e di vita. 


Dopo aver conosciuto Sofia Giondi, in questo nuovo episodio entriamo nel mondo di Malika Bellomi, velista di talento fin dalle prime regate, capace di unire determinazione e consapevolezza, tecnica e passione. 

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La vela come un viaggio per scoprire se stessi

Malika ha iniziato a navigare a sette anni e da allora non ha mai smesso, così come suo fratello Mosè. Dopo gli esordi in Optimist e le esperienze di livello internazionale in 29er e Waszp, oggi regata nella classe RS21 con il team “Magique et Terrible”


Velista e studentessa, per lei la vela è molto più di uno sport: è un modo di conoscersi, crescere e costruire nuovi spazi per le donne nella vela. È una lente attraverso cui leggere il mondo, una compagna di crescita, una sfida costante con se stessi e con l’ambiente.


“Dire che è solo uno sport è riduttivo,” racconta. “Io sono quella che sono oggi grazie alla vela”. 

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"Quando mi perdo, guardo il mare"

Malika ha trovato nell’acqua un modo per conoscersi davvero, imparare la determinazione, la fiducia, la resilienza. Con Magique et Terrible, team tutto al femminile, ha iniziato un percorso ben preciso. Un progetto che è insieme competizione e dichiarazione d’intenti. 

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Non vogliamo passare inosservate - vogliamo lasciare un’onda dietro di noi.

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Il legame tra le ragazze del team è profondo, viscerale. 


Lo chiamano sorellanza, dice Malika, “ma è qualcosa di più. Un legame invisibile e potente, che ci rende più forti, più sicure. È ciò che ci fa sentire giuste, anche in un mondo dove la nostra presenza non è ancora la norma".

L’equipaggio – colorato, rumoroso, sorridente – è guidato da una passione condivisa per la vela e da una voglia comune di cambiamento.


“Siamo ragazze giovani, con le idee chiare. Non è solo un sogno: è ciò che ci fa alzare ogni mattina con ancora più voglia di scendere in acqua".

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Ma Malika conosce anche la fatica

“A volte mi sento sottovalutata. Per andare avanti serve prima di tutto credere in se stessi. E non è facile, soprattutto quando ti mancano certezze intorno".


A riportare l’equilibrio sono i suoi riti semplici e personali: rifare il letto ogni mattina, prendersi un quarto d’ora per sé prima di ogni regata. 


“Mi serve per rimettere a fuoco, per riportare calma e concentrazione".

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Parlando del futuro, Malika immagina uno sport più giusto, più accessibile, più aperto.

“Vorrei abbattere le barriere, non solo di genere ma anche economiche e sociali. Ho visto troppi talenti costretti a mollare. Lo sport, qualsiasi sport, non dovrebbe avere etichette".


Con Magique et Terrible, Malika e le sue compagne stanno scrivendo un’altra narrazione della vela femminile: sorridente, determinata, inclusiva

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Siamo state forgiate da questo sport. E ora vogliamo restituirgli qualcosa, per tutte le ragazze che verranno dopo di noi.

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