America’s Cup, da Cagliari iniziata la nuova rotta verso Napoli 2027
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Quando Emirates Team New Zealand ha chiuso il Match di Barcellona vincendo 7-2 contro INEOS Britannia, la 37ª America’s Cup non ha segnato soltanto la conferma del Defender. Ha scritto una pagina storica: il team neozelandese è diventato il primo nella storia moderna della Coppa a vincere tre edizioni consecutive, portando ancora una volta l’Auld Mug dalla propria parte.
In quel percorso, SLAM era al fianco di Emirates Team New Zealand come Official Technical Apparel Supplier, dentro una collaborazione costruita su performance, ricerca sui materiali e sviluppo di un abbigliamento tecnico pensato per accompagnare ogni ruolo del team, dai velisti allo shore crew, dai designer alla struttura operativa.
Oggi quel legame prosegue. Verso la 38ª America’s Cup di Napoli 2027, SLAM è ancora accanto a Emirates Team New Zealand, Defender della Coppa, confermando la propria presenza in uno dei laboratori più avanzati della vela mondiale: un contesto in cui innovazione, precisione e cultura della performance si misurano ogni giorno, in acqua e a terra.
Da Barcellona, la Coppa non si è fermata. Il nuovo ciclo ha anticipato la sfida al 2027 e, per la prima volta, porterà l’America’s Cup in Italia, a Napoli. Sarà una 38ª edizione diversa per luogo, formato, governance e regole tecniche, ma con un filo di continuità molto chiaro: Emirates Team New Zealand tornerà a difendere il trofeo e SLAM continuerà a essere parte di questo racconto al fianco del Defender.
La rotta verso Napoli 2027 inizia ora a farsi concreta. Dal 21 al 24 maggio Cagliari ospiterà la Louis Vuitton 38th America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia, primo appuntamento ufficiale della nuova “Road to Naples 2027”. Non saranno ancora gli AC75 della sfida finale a scendere in acqua, ma gli AC40, barche foiling one design che permetteranno ai team di ritrovarsi per la prima volta in regata dopo Barcellona e di iniziare a misurare equipaggi, automatismi, comunicazione e metodo di lavoro.
Per SLAM sarà anche l’occasione per tornare a vivere l’America’s Cup da vicino, a Cagliari, in una tappa che non assegnerà punti per il Match di Napoli, ma che dirà molto sul nuovo ciclo. Perché questa Coppa non cambia solo nelle barche. Cambia nel modo in cui viene organizzata, nella presenza di donne e giovani nei programmi dei team, nel ritorno degli AC40 come piattaforma di confronto e nella direzione tecnica degli AC75, dove lo sviluppo si sposta sempre più verso foil, sistemi, controlli ed efficienza complessiva.
La rotta verso Napoli 2027 entra nella sua prima fase visibile con la Louis Vuitton 38th America’s Cup Preliminary Regatta Sardinia. Sarà il primo appuntamento ufficiale del nuovo ciclo e porterà nel Golfo degli Angeli gli AC40, le barche foiling one design pensate per mettere al centro la qualità degli equipaggi più che lo sviluppo libero della piattaforma.
Il programma prevede un practice day iniziale, poi una serie di regate di flotta che porteranno i migliori due equipaggi alla finale in match race. Non sarà ancora il momento degli AC75, le barche che nel 2027 si contenderanno la Coppa a Napoli, ma Cagliari avrà comunque un peso importante: sarà la prima occasione per vedere i team di nuovo in regata dopo Barcellona e per capire chi ha già iniziato a interpretare meglio il nuovo ciclo. Sebbene la Preliminary Regatta non avrà effetti sulla classifica dell’evento principale di Napoli, sarà comunque un passaggio utile per costruire ritmo, fiducia e un primo vantaggio psicologico.
La vera novità sarà la presenza di una flotta più ricca e articolata già a Cagliari, con otto AC40 in acqua e tre team, Emirates Team New Zealand, GB1 e Luna Rossa, pronti a schierare anche una seconda barca affidata ai programmi Women & Youth. Per la prima volta in una regata ufficiale del circuito America’s Cup, gli equipaggi Women & Youth correranno sullo stesso campo e nelle stesse prove degli equipaggi senior: un momento in cui “reputations are on the line”, ovvero “le reputazioni sono in gioco”, proprio perché giovani e donne non saranno in una competizione separata.
Per Emirates Team New Zealand, Defender della Coppa e team che SLAM accompagna come Official Technical Apparel Supplier, Cagliari sarà anche il primo test pubblico di una doppia linea di lavoro. La formazione principale sarà guidata da
Nathan Outteridge insieme a Seb Menzies, con Andy Maloney e Iain Jensen nel ruolo di trimmer. La seconda barca, Emirates Team New Zealand Women & Youth, vedrà invece Erica Dawson e Jake Pye al timone, con Serena Woodall e Josh Armit come trimmer.
Nathan Outteridge ha spiegato così il senso tecnico di questa doppia presenza:“Avere due barche sulla linea di partenza permetterà al team di alzare ulteriormente il proprio standard interno, mettendo a confronto esperienza, nuove energie e processi di comunicazione in una flotta molto competitiva".
QUOTE: NATHAN OUTTERIDGE
Il quadro della 38ª America’s Cup si è allargato proprio alla vigilia della tappa sarda con l’ingresso di Team Australia, confermato tra i Challenger per Napoli 2027. Un ritorno storico, che richiama una delle pagine più iconiche dell’America’s Cup: la vittoria di Australia II nel 1983, quando per la prima volta l’Auld Mug lasciò il New York Yacht Club dopo 132 anni.
Con la nuova sfida australiana, la flotta della prossima Coppa sale a sette team confermati, il numero più alto dalla storica edizione di Valencia 2007. È un dato che cambia anche la percezione del nuovo ciclo: Napoli 2027 non sarà soltanto la prima America’s Cup in Italia, ma una Coppa con una profondità competitiva più ampia rispetto alle ultime edizioni.
Team Australia ha ufficialmente presentato la propria sfida per la Louis Vuitton 38th America’s Cup attraverso il Royal Prince Edward Yacht Club di Sydney, con challenge accettata dal Royal New Zealand Yacht Squadron. Il progetto porta con sé nomi di grande peso: Tom Slingsby, oro olimpico, campione SailGP e due volte World Sailor of the Year, sarà Head of Sailing; Glenn Ashby, tre volte vincitore della Coppa e figura centrale del foiling moderno, sarà Head of Performance & Design; Grant Simmer, membro dell’equipaggio di Australia II nel 1983 e poi protagonista di molte campagne di Coppa, sarà CEO del team.
Tash Bryant ha collegato il progetto al nuovo ruolo delle donne nella Coppa: “Questa sembra una nuova era entusiasmante per l’America’s Cup”. Il riferimento è alla regola che introdurrà per la prima volta almeno una donna nell’equipaggio di regata degli AC75, aprendo percorsi più visibili tra Women’s America’s Cup, Youth America’s Cup e team principali.
QUOTE: Tom Slingsby
QUOTE: Glenn Ashby
Con l’ingresso australiano salgono a sette i team confermati per la Louis Vuitton 38th America’s Cup di Napoli 2027: Emirates Team New Zealand, Defender della Coppa, e sei Challenger. GB1 sarà il Challenger of Record, mentre gli altri sfidanti confermati sono Luna Rossa, Tudor Team Alinghi, La Roche-Posay Racing Team, Team Australia e American Racing Challenger Team USA.
Questo allargamento dà al nuovo ciclo un respiro diverso. Dopo alcune edizioni con campi più ristretti, Napoli 2027 si presenta con una flotta più ampia, internazionale e vicina allo spirito delle grandi edizioni europee, in particolare Valencia 2007.
Per il pubblico italiano sarà un elemento narrativo fortissimo: non solo l’America’s Cup arriva per la prima volta in Italia, ma lo fa con una partecipazione più ricca, nuovi team, nuove storie sportive e un ritorno, quello australiano, che richiama una delle pagine più iconiche della storia dell’Auld Mug.
La 38ª America’s Cup sarà diversa anche dal punto di vista tecnico. A Napoli 2027 gli AC75 non ripartiranno da un foglio bianco: i team dovranno riutilizzare o adattare scafi “legacy” provenienti dalla 36ª o dalla 37ª America’s Cup, mentre i nuovi team potranno acquistare un AC75 esistente oppure replicare un progetto già realizzato. È una scelta pensata per contenere i costi, accorciare i tempi di sviluppo e rendere la flotta più vicina nei valori di partenza. Questo non significa che la prossima Coppa sarà meno tecnologica. Al contrario, lo sviluppo si sposterà su aree meno visibili ma decisive: foil, flap, timoni, sistemi di controllo, elettronica, idraulica, vele e gestione dell’energia. Le modifiche allo scafo saranno molto limitate, con interventi consentiti soprattutto per integrare i nuovi sistemi interni. I foil arm one design verranno riutilizzati, mentre sarà possibile lavorare su foil wing, flap e timoni entro limiti definiti dal regolamento.
Anche l’area degli alberi resta molto vincolata. I team che nella 37ª America’s Cup avevano già costruito due alberi non potranno realizzarne di nuovi; l’unica eccezione riguarda La Roche-Posay Racing Team, ex Orient Express Racing, che a Barcellona aveva costruito un solo albero e potrà quindi produrne un secondo entro parametri precisi. Le regole prevedono inoltre modifiche obbligatorie ai legacy mast tubes, secondo specifiche tecniche definite dalla classe.
Richard Gladwell ha sintetizzato bene la portata del cambiamento scrivendo su Sail-World, che Napoli 2027 sarà “the first in the Cup’s 157-year racing history, where new hull designs are not permitted”, ovvero “la prima volta nei 157 anni di storia agonistica della Coppa in cui non sono ammessi nuovi disegni di scafo”. La novità non passerà quindi dalla forma esterna della barca, ma dall’ottimizzazione di ciò che sta sopra, sotto e dentro lo scafo.
Per i nuovi team, questo apre scenari interessanti. American Racing Challenger Team USA ha acquisito da American Magic l’AC75 Patriot e due AC40, che costituiranno la base della sua campagna verso Napoli. Team Australia (fonte: Yachting World) ha invece acquisito Te Rehutai, l’AC75 con cui Emirates Team New Zealand vinse la 36ª America’s Cup ad Auckland nel 2021, e lavorerà su modifiche importanti a prua, elettronica, idraulica, foil, rigging e vele.
La tecnologia, quindi, non sparisce: cambia terreno di gioco. Con la scomparsa dei cyclors e il passaggio a sistemi alimentati a batteria, il peso della performance si sposterà ancora di più su skill, strategia, flight control e integrazione tra equipaggio e sistemi di bordo. In questo senso resta centrale la frase di Dan Bernasconi, Chief Designer di Emirates Team New Zealand: “All of the gains were in foils and systems”, ovvero “tutti i margini di miglioramento erano nei foil e nei sistemi”.
È lì che si giocherà buona parte della sfida tecnica verso Napoli 2027.
La nuova Coppa cambia anche fuori dall’acqua. Con l’America’s Cup Partnership, i team entrano in una struttura più condivisa, pensata per dare continuità al futuro dell’evento, stabilizzare il calendario, rafforzare il valore commerciale e costruire un percorso più leggibile per sponsor, città ospitanti e pubblico.
L’ingresso di Team Australia rafforza proprio questa dimensione. Il team accetterà un posto nel board dell’America’s Cup Partnership e Marzio Perrelli, CEO di ACP, ha sottolineato che la squadra australiana entra con un gruppo sportivo di grande esperienza e sarà parte della nuova struttura condivisa.
È uno dei punti più interessanti della nuova America’s Cup: il rapporto tradizionale tra Defender e Challenger of Record resta centrale, ma il futuro dell’evento viene pensato in modo più collettivo. Questo non elimina il carattere estremo della sfida, ma prova a renderlo più stabile, più programmabile e più sostenibile nel lungo periodo.
La stampa specializzata sta leggendo il ritorno australiano come uno dei segnali più forti del nuovo ciclo. Richard Gladwell, su Sail-World, aveva già anticipato che l’Australia sarebbe stata tra i challenger della 38ª America’s Cup, collegando il progetto al ritorno di una nazione storicamente centrale nella Coppa.
Yachting World ha parlato di un ritorno atteso da oltre 25 anni, sottolineando come le voci su una nuova sfida australiana circolassero da mesi prima della conferma ufficiale. Anche altre testate internazionali hanno ripreso la notizia, evidenziando il peso di nomi come Tom Slingsby, Glenn Ashby e Grant Simmer e il legame con l’eredità di Australia II del 1983.
L’entrata in gioco dell’Australia non rappresenta semplicemente un team in più, ma é il ritorno di una nazione che ha cambiato la storia della Coppa, interrompendo nel 1983 il dominio del New York Yacht Club dopo 132 anni.
In questo scenario, SLAM torna a raccontare l’America’s Cup partendo da ciò che questa competizione rappresenta da sempre: un laboratorio estremo di innovazione, tecnica e cultura velica. Nella scorsa edizione il brand ha accompagnato Emirates Team New Zealand nella difesa vittoriosa di Barcellona. Ora, con la rotta verso Napoli 2027, la sfida si apre a un nuovo scenario italiano e a una flotta più ampia, con sette team confermati e una Preliminary Regatta che riporta la Coppa in acqua.
La presenza di SLAM a Cagliari diventa quindi parte di un racconto più grande. Non solo una tappa di avvicinamento, ma il primo momento in cui la nuova America’s Cup torna visibile: gli AC40 in regata, i team di nuovo a confronto, Luna Rossa davanti al pubblico italiano, Emirates Team New Zealand pronto a difendere ancora il trofeo e una nuova generazione di protagonisti che inizia a prendere forma.
Da Barcellona a Cagliari, da Cagliari a Napoli, il percorso della 38ª America’s Cup è appena iniziato. E questa volta il viaggio porta in Italia una Coppa più ampia, più condivisa e forse più imprevedibile.
Press Sources: 38th America's Cup, Yachting World, Sail-world.com