La vela femminile secondo Chiara: condividere la rotta, non solo il timone, con amicizia e determinazione
Chiara Degli Angioli: determinazione, lavoro di squadra e passione
×
Con Chiara si conclude il nostro approfondimento dedicato ad alcune delle ragazze dell’equipaggio RS21 Magique et Terrible. Nei prossimi episodi di Making Waves, daremo spazio a quelle veliste che hanno scelto di affrontare la loro sfida in oceano, dando vita a The Famous Project.
Intanto scoprite insieme a noi la storia di Chiara Degli Angioli, che dopo una brillante carriera giovanile di alto livello nel judo, ha scelto di dedicarsi alla vela. Oggi è l’anima razionale e sorridente del team femminile RS21 Magique et Terrible.
Dopo le derive, ha trovato nella vela di squadra un nuovo modo di crescere: più dialogo, più ascolto, più condivisione. Crede che ogni ragazza meriti di continuare a navigare anche dopo le classi giovanili, e lo dimostra, regata dopo regata, sostenendo il gruppo, dando fiducia alle più giovani e costruendo qualcosa che va oltre la linea d’arrivo.
Come dice lei: “Siamo donne, e testarde. Punto”. Una frase semplice, ma che dice tutto.
Non è solo un modo per navigare meglio: è il modo per costruire qualcosa che dura nel tempo. A 24 anni, è già un punto di riferimento per tante ragazze che, dopo le classi giovanili, non vogliono smettere di regatare.
Nata vicino al mare, a Rimini, Chiara ha scoperto presto la vela. Dopo un episodio negativo in mare per cui da ragazzina ha avuto molta paura, ha lasciato il singolo olimpico Ilca e trovato nel lavoro di squadra la sua nuova bussola. Oggi è tra le protagoniste del team femminile RS21 Magique et Terrible, un progetto nato per tenere accesa la passione anche quando la carriera sportiva si intreccia con gli impegni universitari o professionali.
“Non tutte possiamo puntare all’Olimpiade - ma questo non vuol dire che dobbiamo rinunciare alla vela”.
Magique et Terrible, supportato da SLAM come sponsor tecnico, è un vero laboratorio di crescita sportiva e personale.
“Ognuna ha il suo ruolo, e in barca questo si riflette anche nel modo in cui ci vestiamo. Le ragazze a prua hanno bisogno di libertà nei movimenti, chi è al timone privilegia comfort e leggerezza”.
Ma il cuore resta la coesione:
“Lavoriamo in cinque per fare ciò che in altri equipaggi fanno in tre. Questo ci rende più attente, più coordinate, più solide”.
Chiara racconta una vela diversa, non solo per genere, ma per approccio:
“Con un equipaggio tutto femminile, la comunicazione è continua. Parliamo tanto, ci confrontiamo, impariamo a compensare l’inesperienza con l’ascolto. Anche fuori dall’acqua: un aperitivo insieme dopo la regata non è solo un rito, è un modo per rinsaldare il gruppo".
“Non si attacca chi sbaglia. Si porta a termine la regata e si analizza tutto a mente fredda. Il vero spirito di squadra è questo: non giudicare, ma sostenersi”.
Il 2025 si è aperto con nuovi ingressi e nuove sfide: Chiara ha al suo fianco veliste ancora più giovani, alcune al debutto assoluto nella classe. Ma la sua fiducia non vacilla:
Per Chiara, “fare la differenza” significa proprio questo: creare uno spazio dove le donne possano esprimersi, imparare, farsi apprezzare. Con le mani tra drizze, scotte e vele, il sorriso al vento, e la certezza che – in regata come nella vita – non serve solo arrivare prime, ma partire e cercare di migliorare di volta in volta performance, carattere, trovando l’equilibrio perfetto.