La differenza tra costiera e altura offshore si vede già in banchina. Prima ancora di mollare gli ormeggi, cambia il modo in cui si pensa la navigazione. In costiera ci si prepara per una prova più breve, più leggibile, spesso con margini maggiori per correggere una scelta o rientrare rapidamente. In altura, invece, la preparazione deve tenere conto del fatto che ogni errore, ogni dimenticanza, ogni approssimazione tende a pesare di più e più a lungo.
È per questo che il vero salto non è solo nelle miglia, ma nel tipo di attenzione che serve. In una costiera si può ancora ragionare molto sul presente. In una regata o navigazione d’altura bisogna già pensare a come staranno barca ed equipaggio diverse ore dopo, magari nel cuore della notte, con vento e stanchezza in aumento.
Lo si capisce bene mettendo a confronto prove molto diverse tra loro: una grande costiera come la Round the Island Race si sviluppa in una giornata e 50,1 miglia nautiche attorno all’Isola di Wight, mentre una classica offshore come la Fastnet porta il discorso a 695 miglia, e una prova come la Newport Bermuda Race a 636 miglia oceaniche, con lunghi tratti fuori vista da terra.